III anniversario della beatificazione di Madre Maria di Gesù Santocanale (omelia)

Cinisi 12 giugno 2019 

Carissimi confratelli, illustri autorità civili e militari, carissime Suore Francescane dell’Immacolata di Lourdes, fratelli e sorelle.

Celebriamo quest’oggi in questo santuario da me eretto canonicamente il terzo anniversario della beatificazione della Beata Madre Maria di Gesù Santocanale, che è avvenuta per la prima volta nella storia nel  nostro magnifico Duomo di Monreale.

E’ stata una  solenne celebrazione pubblica,  che indica come la santità non sia  un fatto privato ma abbia sempre riflessi nella vita di una comunità e delle conseguenze pastorali sociali e culturali rilevanti.

Papa Francesco nella Esortazione Apostolica “Gaudete et Exultate” ci ha detto che  i santi non sono solo «quelli già beatificati e canonizzati», ma il «popolo» di Dio, cioè ognuno di noi, che può vivere la santità come un itinerario fatto di «piccoli gesti» quotidiani. Il papa parla della  «santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e che  sono un riflesso della presenza di Dio» (GE 7).

Ogni figura di santità esprime tratti personali, diverse sensibilità pastorali ed ecclesiali, vari cammini spirituali, accomunate   nel pellegrinaggio dell’unico popolo di Dio verso una stessa patria, nel riconoscimento di un solo Padre, nella appartenenza all’unico corpo di Cristo e nella docilità all’unico Spirito.

I santi sono come i fiori: non ci sono solo quelli che vengono messi sull’altare. Molti di essi sbocciano e muoiono nascosti, dopo aver profumato silenziosamente l’aria all’intorno! Siamo chiamati a riconoscere i fiori nascosti che sono sbocciati e sbocciano continuamente nella Chiesa!

La  beata Madre Maria di Gesù Santocanale è stato un fiore sbocciato nel giardino della nostra Chiesa, che con la beatificazione è stata  elevata agli onori degli altari e il cui corpo è custodito e venerato in questo santuario.

La storia vocazionale Beata Madre Maria di Gesù Santocanale,  è legata a questa città di Cinisi, dove la beata  si è distinta per la sua opera di evangelizzazione e di promozione umana a favore degli ultimi, ai quali ha voluto che si spezzasse  il pane materiale, il pane della Parola di Dio e il Pane  Eucaristico.

Questa testimonianza della Beata  dice a tutti noi che la santità è l'adempimento della perenne vocazione di ogni uomo e donna alla felicità, è la fonte della vera  gioia e della perfetta letizia. Per questo lo scrittore Leon Bloy  ha scritto che la più grande tristezza è quella di non essere santi.

Le virtù evangeliche e i valori umani eroicamente vissuti dalla nostra Beata sono stati così riassunti da papa Francesco: “madre compassionevole dei poveri e dei sofferenti e catechista perseverante nell’annuncio del Vangelo “.

Nata in una famiglia nobile di Palermo, abbandonò le comodità e si fece povera tra i poveri. Da Cristo, specialmente nell’Eucaristia, attinse la forza per la sua maternità spirituale e la sua tenerezza con i più deboli”.

Qualche giorno prima di morire la Signora Madre disse: ”Quando sarò morta desidero essere seppellita nella mia chiesa… come in vita, così nella morte desidero stare vicino a Gesù sacramentato”.

La beata Maria di Gesù Santocanale, che visse sempre alla presenza di Dio e fu docile alle ispirazioni dello Spirito Santo,  attinse dalla devozione al Sacro Cuore di Gesù , dall’amore a Gesù Crocifisso e  all’Eucaristia il tratto specifico dell’amore misericordioso,  e divenne espressione significativa di questo amore, capace di piegarsi, con tenerezza materna, davanti a qualsiasi  forma di miseria umana per alleviarla.

Il suo amore per i poveri  derivava dalla sua unione intima con Cristo suo sposo divino.

Nella prima lettura san Giovanni ci dice che la comunione con Dio,  è condizione fondamentale per accedere alla vita eterna.

Grazie alla fede in Gesù con il battesimo diventiamo figli di Dio e fratelli e sorelle nei confronti di tutti coloro che amano Dio, perché non si può pretendere di amare Dio senza amare coloro di cui egli è Padre.

L'osservare i comandamenti di Dio, che si riassumono nell’amore di Dio e del prossimo, è un segno distintivo del vero credente. Giovanni rassicura  i  fedeli ricordando loro che i comandamenti di Dio non sono troppo pesanti da osservare.

Nel Vangelo di Giovanni l’allegoria della vite mette in luce il rapporto esistente fra Gesù-vite vera e il Padre-agricoltore e la comunità dei discepoli.

Come la vite è legata ai tralci così Gesù è legato ai suoi discepoli che traggono da lui la linfa della vita divina.

I rami non sono fini a sé stessi, ma servono per portare frutto della testimonianza e  del servizio animati dalla carità.

Per portare frutto è necessaria l’unione personale e vitale con Gesù.

Il legame di amore che unisce Gesù al Padre fonda la comunione dei discepoli con Gesù e fra di  loro.

L’insistenza con cui viene usato il verbo rimanere sottolinea  che si tratta di un legame imprescindibile:solo chi rimane in Gesù vive e diventa fecondo. La condizione di questa fecondità è accogliere ed attuare la parola di Gesù , che pota i tralci perché portino più frutto.

Il modo migliore per dire grazie per la beatificazione di Madre Maria di Gesù, antifona di misericordia e di tenerezza, è  quello di percorrere la  sua stessa strada, rispondendo alla  vocazione alla santità alla quale siamo chiamati tutti cristiani.  Tutto ciò è possibile in ogni condizione di vita, perché la santificazione che abbiamo ricevuto nel battesimo  siamo chiamati a farla fiorire in ogni stagione della vita, da bambini, da ragazzi, da giovani, da adulti, da anziani… fino all’ultimo respiro che il Signore ci concederà.

Come la Beata  ognuno di noi è chiamato ad essere  per la propria comunità ecclesiale e civile, nell’attuale contesto sociale  un testimone  credibile della  fede, speranza e carità che hanno contraddistinto la vita della nostra Beata.

Desideriamo che questa beatificazione rinnovi in questa nostra terra, così generosa in passato di vocazioni alla vita consacrata, la bellezza di una radicale consacrazione al Signore da parte di molti giovani uomini e donne.

Preghiamo perché il carisma di ispirazione eucaristica, mariana e francescana della Beata  continui  attraverso le Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes, a produrre frutti di bene a gloria di Dio.

 

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